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Maria Cristina Cescutti
La Chiesa, l'istruzione popolare e lo sviluppo agrario nel Friuli del 1800. Figure, esperienze ed orientamenti nella montagna friulana.La ricerca nasce dalla volontà di approfondire lo studio delle scuole domenicali e festive sorte in Carnia nell'Ottocento ad opera di alcuni parroci illuminati. In occasione della tesi di Laurea avevo avuto modo di occuparmi di due figure di sacerdoti estremamente interessanti, soprattutto per il coinvolgimento e le risposte che davano alla realtà del territorio e alle istanze di sviluppo civile e economico del secolo. Attraverso le loro prediche, le loro opere e la realizzazione concreta delle scuole di istruzione domenicale, si intuiva l'esistenza in Carnia di una grande vivacità di intenti, collegati strettamente alle idee provenienti dalla pianura, cioè del mondo ecclesiastico ed economico udinese. Proprio i legami tra questi sacerdoti, l'Associazione agraria friulana e la Curia Arcivescovile, facevano pensare ad un moto concorde e sfatavano il mito-pregiudizio dell'isolamento della montagna.
I due sacerdoti cui faccio riferimento sono stati oggetto di interesse e venivano fino ai primi decenni del Novecento ricordati con stima e rispetto dalle rispettive comunità, ma è stata anche la loro riscoperta e riproposta, al momento della pubblicazione della tesi di Laurea, che ha avuto ampia eco locale, a risollevare l'interesse non solo per queste figure, ma per l'intero contesto ottocentesco della Carnia. L'Ottocento è infatti momento cruciale per le direzioni che acquista l'emigrazione tradizionale verso i paesi d'oltralpe e per la trasformazione che avviene sul territorio a livello amministrativo ed economico.
Quanto ai due parroci, uno di essi, don Martino De Crignis, è il fondatore della prima scuola professionale della Carnia, la Scuola artistica domenicale di Monajo e Zovello (1852-1870), nata come corporazione di Arti e Mestieri per l'istruzione e il reciproco sostegno dei lavoratori artigiani emigranti. L'altro, don Leonardo Morassi, di cui ho cercato di illuminare la personalità nel lavoro di tesi, e a cui si deve l'apertura della Scuola artistico-agraria di Amaro, è stato il promotore in Carnia di uno sviluppo basato sullo sfruttamento delle risorse naturali del territorio e sul miglioramento delle condizioni di vita (socio-morali ed economiche) della popolazione. L'operato dei due parroci rispondeva però, come accennato, ad un orientamento generale della società friulana, ecclesiastica e laica, mentre, per il Morassi, si innestava su una attività scientifica fervida, che aveva collegamenti fuori regioni e anche fuori d'Italia nel campo soprattutto della botanica.
Partendo dalla conoscenza di documenti e realtà inediti, emersi nel quadro però di uno studio finalizzato, com'è una tesi di Laurea, restava l'esigenza di approfondire molti aspetti dell'esperienza dei due sacerdoti, nonché di illuminare più chiaramente i loro legami con l'ambiente ecclesiastico e laico udinese.
La presente ricerca vuole dunque definire più chiaramente la formazione dei sacerdoti nel Seminario udinese (in periodo austriaco, dal 1820 al 1866), le conoscenze e la cultura a cui i essi potevano aspirare, la rete dei contatti, i libri a loro disposizione. Vedere cioè in che modo la formazione seminariale si riflettesse nell'operato dei parroci in Carnia.
Inoltre, tramite una nuova ricognizione in alcuni archivi parrocchiali della Carnia, scoprire eventuali altri appoggi e tentativi di istruzione analoghi, tratteggiando il ruolo degli stessi nella spinta ottocentesca per l'istruzione da una parte, il progresso agrario dall'altra. È parso anche doveroso esemplificare, con la pubblicazione degli statuti e di alcune lezioni tratte dai registri delle scuole-corporazioni (documenti di estremo interesse), il clima e i contenuti delle lezioni delle scuole domenicali.
Infine, vista l'importanza dei manoscritti dell'abate Leonardo Morassi, conservati presso il fondo Joppi della Biblioteca Civica Udinese, si è inteso offrire un regesto completo degli stessi, al fine di permettere a futuri interessati di consultare agevolmente le lezioni o prediche (per altro di non facile lettura). Accanto al regesto compariranno le trascrizioni di testi esemplificativi, lezioni presentate alla Scuola agraria o testi preparatori in materia di agricoltura o civiltà, con particolare attenzione ai testi dove sono maggiori le emergenze linguistiche friulane.
In generale lo studio vuole affrontare un tema, quello del ruolo del clero nell'istruzione popolare nell'Ottocento, che, partendo da scelte e intenti manifestati "dall'alto", poteva incontrare risvolti e radici diversi nel concreto delle singole parrocchie. Attraverso la ricerca in loco e l'approfondimento dei riferimenti bibliografici, infine, tenta di ricostruire un quadro di insieme rispetto al quale, i casi singoli emergono illuminati e meglio definiti.
La ricerca si è andata tratteggiandosi secondo l'ordine dei seguenti capitoli.
- Cap. I: Istruzione seminariale a Udine. Insegnamenti e indirizzi nella prima metà dell'800.
- Cap. II: Un dettato dell'Associazione Agraria Udinese: lo sviluppo agrario e "civile" nelle campagne.
- Cap. III: La montagna friulana. Propaggini e influenze dell'Associazione Agraria tramite "intellettuali" e sacerdoti.
- Cap. IV: Figure ed esperienze. Tentavi di istruzione e sviluppo agrario e sociale della montagna nell'operato di due sacerdoti. Le Scuole domenicali in Carnia.
- Cap. V: Materie e argomenti delle lezioni alla Scuola Domenicale Artistica di Monaio e alla Scuola Agraria Domenicale di Amaro.
- Cap. VI: Regesto dei manoscritti di Leonardo Morassi.
- Appendice: Edizione degli statuti e dei programmi delle scuole domenicali della Carnia. Edizione di Lezioni manoscritte riguardanti l'istruzione agraria.
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