
on line |
Luca Olivo
Fondo "Miscellanea 1400 - 1800" dell'Archivio storico della Curia arcivescovile di Udine. Inventario.
|
Il fondo noto come "Miscellanea 1400 - 1800" o "Fondo
Marrone", dell'Archivio Storico della Curia dell'Arcidiocesi di
Udine (ACAU), si presenta come una raccolta è artificiosa,
accresciuta partendo dal suo nucleo originario di carattere
amministrativo, relativo al periodo compreso tra il 1805 e gli
anni del pontificato di Leone XIII (1878-1902). A seguito
dell'analisi dei materiali, è stato dedotto che l'originaria
natura e destinazione del fondo era una raccolta di atti
periodicamente inviati alla Curia Arcivescovile e Vescovile (testi
legislativi, decreti, regolamenti, proclami, tabelle tributarie
provvedimenti amministrativi, carteggio, bolle papali, circolari e
decreti da altre sedi arcivescovili o vescovili, ecc.) dalle
autorità statali civili e militari, dalla Santa Sede,
nonché da altre istituzioni ecclesiastiche (sedi
patriarcali, arcivescovili, vescovili, parrocchie, ordini religiosi
italiani e stranieri).
Grazie al ritrovamento dell'originale elenco di consistenza si
è potuta anche ricostruire la cronologia del fondo, con i
dovuti distinguo. Se la data iniziale poteva essere grossomodo il
1805, anno in cui il Friuli entrava nel napoleonico Regno d'Italia,
l'estremo cronologico finale poteva essere fissato al 1866 per il
titolo stesso del manoscritto e per gli eventi di quell'anno che
videro la fine dell'amministrazione asburgica, e delle sue
istituzioni, e l'entrata del Friuli nel nuovo Regno d'Italia.
Tuttavia dal riferimento ai documenti papali di Pio IX e Leone XIII
(Cfr. la serie "Bolle encicliche Pio IX e Pio X") si
può ipotizzare che questo elenco sia stato utilizzato, e che
dunque le carte siano state classificate con le segnature riportate
su di esso, almeno fino al 1878 e agli anni immediatamente
seguenti.
Fisicamente oggi il fondo si presenta racchiuso entro
cartolari dalle caratteristiche esteriori omogenee: forma, colore
marrone, condizionamento entro scatole, intitolazione sul dorso con
note esplicative e datazione. Ciascun cartolare racchiude a sua
volta o buste originali (suddivise in ulteriori fascicoli e
sottofascicoli) o fascicoli a loro volta originali, oppure
fascicoli formati da carte estranee al fondo, e aggregate ad esso
in epoche diverse. Dentro buste e fascicoli si conserva un numero
variabile di unità sciolte (fogli, carte fascicolate e
unità rilegate). Le condizioni di conservazione del
materiale sono generalmente ottime, anche se occasionalmente si
sono riscontrati lievi danni da umidità, gualciture, strappi
e muffe (non più vive dopo la disinfestazione e disinfezione
di tutto l'Archivio Storico).
Ora, le nuove serie artificiose in cui risulta suddiviso il
fondo, e che solo in parte corrispondono alle originali, ma che
sostanzialmente vengono rispettate al momento della stesura
dell'inventario, sono le seguenti: "Finanze" (2 cartolari),
"Offerte questue" (3 cartolari), "Ordine pubblico" (2 cartolari),
"Autorità civili" (2 cartolari), "Istruzione pubblica" (2
cartolari), "Lettere pastorali episcopato italiano" (2 cartolari),
"Lettere pastorali episcopato veneto" (2 cartolari), "Giurisdizione
volontaria" (4 cartolari), "Sacre funzioni" (2 cartolari),
"Amministrazione ecclesiastica" (2 cartolari), "Predicazione
catechesi" (2 cartolari), "Stato della Diocesi" (5 cartolari),
"Bolle encicliche Pio IX e Pio X" (1 cartolare), "Bolle encicliche
Leone XIII" (1 cartolare), "Bolle pontificie e decreti 1549 - 1846"
(1 cartolare), "Servizio militare" (2 cartolari), "Registri civili"
(1 cartolare), "Beneficenza pubblica" (1 cartolare), "Salute
pubblica" (1 cartolare), "Istituto agricolo Pozzuolo" (1
cartolare). Sono state inoltre individuate e descritte ulteriori
due serie, peraltro originarie: "Seminario" (3 cartolari) e
"Regolari ed Istituti" (2 cartolari): queste unità giacevano
rispettivamente entro la Sala Dolfin degli Archivi Diocesani e
presso la cancelleria arcivescovile.
Il totale dei cartolari ammonta a 44 unità contenenti nel
complesso 195 tra buste, fascicoli e sottofascicoli, che a loro
volta racchiudono un numero di fogli sciolti stampati e/o
manoscritti, opuscoli, registri e manoscritti (rari questi ultimi
due tipi di documento) difficilmente quantificabile ma comunque
vicino alle due migliaia circa. Per cercare di rendere il
più possibile intelligibile la struttura originaria del
fondo si è deciso di riportare, nelle apposite schede, la
primitiva segnatura e il riferimento all'elenco di consistenza, se
presenti, delle unità ritenute come originali nonché
di indicare le inserzioni, appunto anteriori o successive al
periodo considerato più sopra, con 3 asterischi fra
parentesi tonde.
Non è stato possibile ricostruire integralmente sul piano
anche materiale la struttura originaria del fondo, in quanto esso
è mutilo, e molte carte sono ora ricomprese in altri fondi
di cui costituiscono parte integrante, molte altre sono state
perdute e un lavoro di riordinamento anche sul piano materiale
avrebbe causato infiniti problemi logistici con in più il
nuovo problema di dove collocare i documenti che per la loro
cronologia o per altre loro caratteristiche si sarebbe dovuto
escludere dal fondo in esame. È stato allora ritenuto
opportuno mantenere l'attuale struttura artificiosa procedendo ad
un riordinamento soltanto virtuale cercando dove possibile di
segnalare l'attinenza di determinate unità archivistiche
alle antiche serie. Dunque, attribuendo ai singoli cartolari una
funzione di meri contenitori, si è proceduto ad
un'articolazione e descrizione delle serie e ad una schedatura
sistematica di ogni busta, fascicolo e sottofascicolo considerati
invece come vere e proprie unità archivistiche. È
stato infine compilato un indice dei nomi di persona, ente e
luogo.
Luca Olivo
|