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Alessandro Pesaro
Supporto al lavoro di ricerca per l'edizione degli atti dei cancellieri patriarcali
1) Introduzione
L'Istituto Pio Paschini per la storia della Chiesa in Friuli ha avviato nell'anno 2004 un progetto per la pubblicazione dei protocolli trecenteschi della cancelleria patriarcale. La fase iniziale prevede la digitalizzazione completa di tutto il materiale d'archivio, il quale verrà reso disponibile agli studiosi incaricati della trascrizione sotto forma di CD-ROM.
Tale soluzione presenta notevoli vantaggi:
- Evita di sottoporre ad usura del materiale spesso in cattive condizioni di conservazione, esponendolo ad una manipolazione continua per tutta la durata del lavoro
- Consente agli studiosi di procedere alla trascrizione con grande flessibilità organizzativa, permettendo loro di lavorare senza essere vincolati alla consultazione in sede ad orari fissi.
- Rende possibile la facile collazione con documenti conservati in archivi diversi, ad esempio per l'identificazioni di mani diverse o la precisa attribuzione di chiose e marginalia.
Sono stati quindi avviati una serie di contatti con l'Archivio di Stato e la biblioteca civica di "V. Joppi" di Udine (istituzioni presso le quali è conservata la pressoché totalità del materiale documentario) arrivando infine alla definizione di un progetto di massima per l'acquisizione di oltre 7.000 immagini con tecnologie digitali.
2) Ripresa
La riproduzione del materiale archivistico avviene nelle sede dei due istituti servendosi di un'attrezzatura portatile da riproduzione. Essa è costituita da una traversa in alluminio saldamente vincolata a due cavalletti convenzionali, a loro volta appoggiati sul piano di lavoro. Alla traversa sono stati assicurati la fotocamera ed i due corpi illuminanti da 300 W complessivi, nonché i cablaggi di servizio.
Nella ripresa si pone particolare cura nel centraggio dell'apparecchio e nella corretta disposizione dei corpi illuminanti. In particolare si è verificata l'assenza di distorsioni prospettiche e la mancanza di riflessi parassiti, cercando alla stesso tempo di ridurre l'estensione e l'intensità delle ombre portate. La posizione reciproca delle attrezzature è calcolata in modo che ogni lampada disti non meno di 80 cm dal piano di ripresa, accorgimento che garantisce non solo un'illuminazione regolare e priva di ombre ma anche l'assenza di riscaldamento indesiderato.
La corretta apertura delle pagine è stata ottenuta mediante una coppia di fili in fibra sintetica opportunamente zavorrati, sistema che garantisce una relativa planarità dei fogli senza ricorrere a sistemi pregiudizievoli per la conservazione dei codice o la buona riuscita del lavoro, come ad esempio accadrebbe con una lastra di vetro pressata contro il bifolio aperto. Nelle corrette condizione di illuminazione la coppia dei fili risulta invisibile nello scatto finale: eventuali ombre e riflessi sono state corrette mediante un ritocco circoscritto in sede di post-produzione (cfr. infra, par 3). Fin dove possibile, i manoscritti sono stati fotografati in modo da inquadrare entrambe le facciate affiancate, i pezzi di dimensioni maggiori sono stati invece ripresi carta per carta.
Durante il lavoro di ripresa è stata annotata la presenza di carte mancanti nonché di errori nella cartulazione. Queste indicazioni, puntualmente riportate nella scheda introduttiva di ciascun pezzo, offrono le indispensabili informazioni di supporto ad un utilizzatore che si serva della riproduzione senza avere accesso all'originale, ad esempio specificando che una pagina mancante della riproduzione è dovuta ad una lacuna dell'originale e non ad un difetto del lavoro. La medesima scheda riporta pure l'elenco delle pagine non riprodotte perché prive di scritture (cfr. infra, par. 3).
I parametri della fotocamera sono stati impostati in modo da garantire la massima nitidezza possibile: in particolare, è stata scelta l'esposizione a priorità di diaframmi con un'iride il più possibile chiusa, l'autofocus Matrix su cinque zone nonché la compressione JPEG al livello minimo. Il diaframma chiuso, in particolare, consente di sfruttare la massima profondità di campo dell'obiettivo, permettendo la corretta messa fuoco anche di pagine non perfettamente piane, situazione frequente nel caso di fogli in pergamena.
Le impostazioni tipiche di ripresa sono le seguenti:
Fotocamera:
Modello: Nikon Coolpix 5000, 5 Megapixel reali.
Esposizione: a priorità di diaframmi (coppia tipica: 1/60 sec. - f. 7.6)
Messa a fuoco: autofocus Matrix su cinque zone.
File di uscita:
Impostazioni: 2560 x 1920 pixel; compressione JPEG al 25%; colore RGB.
Dimensione tipica in uscita: 14 MB (non compresso).
3) Elaborazione e post-produzione
I files ottenuti nella prima fase del lavoro di riproduzione sono stati elaborati mediante programmi di fotoritocco, sia di produzione commerciale sia forniti dal produttore della fotocamera (Nikon Wiew). Il ciclo di elaborazione può essere schematizzata come segue:
· Verifica preliminare dell'integrità del lavoro, e scelta del fotogramma migliore nel caso di scatti doppi e multipli.
· Correzione dei parametri d'immagine, ed applicazione di filtri per il recupero del contrasto.
· Ritocco di difetti circoscritti ed eliminazione di eventuali ombre lasciate dai fili di ripresa.
I singoli fotogrammi sono stati quindi montati mediante Adobe Acrobat 5.0 in modo da ottenere un singolo documento con estensione .pdf. Sebbene l'allestimento della riproduzione sotto forma di singoli files di immagine avrebbe consentito una semplificazione notevole di tutte le fasi di lavoro, l'impiego di tale formato offre altresì numerosi vantaggi:
- I singoli fotogrammi vengono montati in una sequenza unica, secondo una successione non modificabile dall'utilizzatore finale: viene così garantita la fedeltà della riproduzione, scongiurando l'eventualità di manomissioni accidentali.
- È possibile organizzare il file mediante una serie di rimandi interni (Bookmark), in modo da indicizzare la riproduzione secondo gli usuali criteri descrittivi di questo settore (numerazione per carte, impiego dei suffissi bis, ter, quater ecc. ecc. per le carte interpolate prive di numerazione).
- Sebbene i documenti Adobe Acrobat siano scritti in un formato proprietario, il software per la loro lettura è distribuito liberamente, garantendo così la fruibilità della riproduzione ad un vasto insieme di potenziali utilizzatori.
- Il formato Adobe Acrobat offre una serie di interessanti possibilità, facilmente utilizzabili anche da un utente non esperto. Si ricorda in particolare la grande flessibilità della visualizzazione mediante un potente e versatile sistema di zoom, la possibilità di una "visione panoramica" dell'intera riproduzione mediante miniature ed infine la possibilità di adattare automaticamente le pagine selezionate ai formati stampa supportati dalla stampante.
Per ciascun codice è stato infine allestita una breve scheda introduttiva in cui vengono presentati i seguenti elementi:
1) Collocazione archivistica del pezzo.
2) Nome del notaio ed estremi cronologici.
3) Indicazioni sintetiche sul lavoro di ripresa, comprese lacune o anomalie dell'originale o eventuali omissis.
Tale scheda è stata montata in testa a ciascun codice, in modo da ottenere una sorta di "copertina", facilmente stampabile assieme al resto dei fotogrammi. Appositi riferimenti ne consentono l'accesso da qualsiasi parte delle riproduzione.
4) Utilizzo della riproduzione
L'area di lavoro è divisa in due colonne: a destra, la riproduzione, a sinistra una barra di lavoro con l'elenco delle carte indicizzate secondo gli usuali criteri descrittivi in campo codicologico. Lacune nell'originale o la presenza di carte non numerate (oltre ad essere segnalate nella scheda introduttiva) vengono indicate mediante convenzioni facilmente intelligibili.Selezionando l'opzione "Thumbnails" viene invece presentata una sequenza di miniature che riproducono l'intera sequenza delle carte. Questa opzione permette una visione "panoramica " dell'intera riproduzione, utile per valutare a colpo d'occhio la successioni dei fogli, o per individuare velocemente quelle carte con elementi decorativi o altre particolarità.
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