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Copertina L'obituario di Tricesimo

I termini necrologio, obituario, martirologio e catapan vengono impiegati indifferentemente per indicare una particolare tipologia di fonti che traggono la loro origine dalla celebrazione liturgica dei defunti nel quadro di una comunità di preghiera, sia essa un capitolo, una parrocchia, una confraternita o un monastero; tuttavia i necrologi e gli obituari si distinguono sia per origine che per destinazione d'uso. Nel tentativo di classificare la varietà dei documenti che costituiscono la tradizione commemorativa medievale, Nicolas Huyghebaert, pur riconoscendo una stretta parentela fra necrologio e obituario, dovuta alla presenza indispensabile di un calendario in cui annotare i nomi dei defunti, ne individua le principali differenze. Il primo ha origine presso le fondazioni monastiche o nelle grandi congregazioni di canonici e accoglie semplici liste di nomi da leggere durante la preghiera corale, perciò è spesso inserito nel contesto codicologico di un cosidetto "libro del capitolo", cioè insieme con un martirologio, con le omelie e altri testi liturgici ed eventualmente con la regola della comunità. Il secondo ha finalità che si possono definire amministrative, sulla scorta dello stesso Huyghebaert, nel senso che le singole registrazioni nominative sono associate alle disposizioni dei lasciti testamentari che i responsabili di un'istituzione religiosa sono tenuti a soddisfare, soprattutto con la officiatura delle messe in memoria o con la distribuzione delle elemosine. Quando, a partire dai primi anni del XIV secolo, la pratica testamentaria si estende anche agli strati più bassi della popolazione e un numero sempre crescente di fedeli istituisce fondazioni pie, si rende necessaria la compilazione di un registro dei defunti oblatori e dei rispettivi legati anche nelle piccole chiese plebanali e parrocchiali o presso le confraternite.

È in questo contesto che si afferma, accanto alle consuete denominazioni dei documenti necrologici, l'appellativo catapan, che nel dialetto veneziano significa: "accattapane o accattatozzi, pezzente che va accattando tozzi di pane per limosina", a designare, per effetto dell'estensione del significato del termine, il libro in cui si registrano le elemosine e i lasciti. Tuttavia fra queste iscrizioni presto si inseriscono notizie di ogni genere, per ricordare il giorno della dedicazione o della consacrazione della chiesa, le catastrofi naturali: terremoti, alluvioni, invasioni di cavallette, epidemie, e le curiosità, come una nevicata eccezionale; oppure si uniscono, di solito in calce al calendario, copie di atti notarili, copie o estratti di testamenti, rotoli, note dei redditi e proventi, insomma un po' di tutto quanto interessa la vita della chiesa e della comunità.
Così, grazie alla sua natura articolata ed eterogenea, il catapan è destinato a rendere un importante contributo sia alla storia della liturgia e del sentimento religioso, che alla storia economica e sociale della comunità che l'ha prodotto. Senza contare lo straordinario interesse che rivestono, per la ricerca prosopografica, oltre che per l'indagine onomastica, le centinaia e centinaia di nomi propri, di persona e di luogo, toponimi e microtoponimi, che ricorrono con frequenza incessante nelle sue pagine.
Rimanendo nell'ambito della nostra regione, sappiamo che già nel corso del Settecento alcuni storici riconoscono l'importanza di questo tipo di fonti, ma solo all'inizio del Novecento l'interesse si risveglia con l'edizione del Necrologium monasterii Rosacensis, a cura di Vincenzo Joppi e con l'annuncio della pubblicazione del necrologio di Aquileia da parte di Giuseppe Vale:tuttavia essa avviene solo molto più tardi, nel 1982, a cura di Cesare Scalon. Due anni dopo, lo stesso studioso dà alle stampe il necrologio del monastero di Santa Maria di Aquileia. Fra i catapani parrocchiali e plebanali si contano: l'edizione dell'obituario di Faedis di Ferruccio Carreri del 1909, e quella, tradotta in lingua italiana, del catapan di Fagagna, di Ivonne Zenarola Pastore del 1983. Fra i contributi di carattere divulgativo ricordiamo quelli di Pietro Londero, cultore di storia locale, che nel 1963 promette, in un articolo apparso nel periodico "Int Furlane", di far conoscere un buon numero di catapani nascosti nelle parrocchie o negli archivi privati: infatti di lì a poco sullo stesso periodico compaiono brevi scritti in friulano che, oltre a descrivere per sommi capi la fonte, offrono qualche curiosità di carattere onomastico, toponomastico e linguistico. Non mancano nel tempo altri lavori, in riviste di storia e cultura del Friuli, sotto forma di rapidi saggi, i cui autori, specialisti o semplici cultori di vecchie carte, hanno cercato di mantenere alta l'attenzione intorno ai catapani.
Oggi, con la pubblicazione dell'obituario di Tricesimo, che segue, a circa due anni di distanza, quelle dei catapani delle parrocchie di San Lorenzo di Sedeglianoe di Rizzolo, si compie un ulteriore passo verso la conoscenza e la divulgazione dei documenti necrologici del Friuli.
Nella parte introduttiva di questo lavoro, dapprima si descrive brevemente l'intero codice, che è composto, come vedremo, non soltanto dal calendario-obituario, di cui si presenta l'edizione in questa sede, ma anche da numerosi documenti aggregati ad esso; poi si esaminano le numerose annotazioni, distinguendole a seconda della loro appartenenza alla categoria degli obiti o dei legati. Viene esposto, infine, l'esito dell'esame di tutti i nomi, soprannomi e cognomi delle persone che compaiono nel testo, sia in qualità di titolari di obiti o legati che in qualità di testimoni, confinanti, o altro. La seconda parte è destinata all'edizione del testo del calendario del Catapan di Tricesimo, corredato da note di carattere palegrafico-codicologico; il libro si chiude con l'indice dei nomi, nella forma attestata nelle carte, volgare o latina, eventualmente rettificati solo nella desinenza finale, se espressi nei casi diversi dal nominativo.



L' obituario di Tricesimo / a cura di Manuela Beltramini - Udine : Istituto Pio Paschini, 2004 - 323 p. ; 24 cm. - Fonti per la storia della Chiesa in Friuli ; 7. - ISBN - 88-879-4812-7



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