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Copertina Presentazione
Alfredo Battisti*

Un grande evento ecclesiale

Il convegno internazionale "Bibbia, popoli e lingue", celebratosi a Udine il 16-17 gennaio 1998 e di cui si presentano gli Atti, ha costituito il vertice delle celebrazioni festose di un grande evento ecclesiale e culturale per il Friuli: la traduzione integrale della Bibbia in lingua friulana, pienamente approvata dalla Conferenza Episcopale Italiana, pubblicata in volume unico, consegnata al popolo friulano come stupendo dono di Natale! È un fatto straordinario, lungamente atteso, frutto di un colossale lavoro. Un grande avvenimento storico. Dà ulteriore dignità al popolo friulano, alla sua lingua e cultura. La Bibbia, il Libro eterno, rivela la grande Parola che, fin dalle origini, Dio ha rivolto all'uomo. Con questa Bibbia il popolo friulano può ascoltare Dio che gli parla proprio nella sua lingua; e a sua volta può, nella sua propria lingua, parlare a Dio con le parole di Dio secondo l'esortazione di san Pietro: "Chi parla, lo faccia come con parole di Dio!". Per questo la consegna della Bibbia al popolo friulano, nella sua lingua, abbiamo voluto solennizzarla con diverse iniziative:

  • con la proclamazione pubblica della Bibbia in Cattedrale, il 23 dicembre 1997, da parte di valenti attori, artisti della parola, come Giorgio Albertazzi, il quale ha dichiarato: "Questo libro mi ha fatto sempre paura";


  • con l' apertura della mostra "Biblie da vedere" nella suggestiva abbazia di Rosazzo: mille anni di Bibbie, antiche e preziose provenienti da biblioteche e archivi della regione, a dimostrare come la Bibbia ha radici antiche e ha plasmato la fede, la cultura, l'identità del Popolo friulano;


  • con la "Festa del Verbum Domini", celebrata domenica 18 gennaio, per richiamare ai cristiani la fede della Chiesa che "Venera la Scrittura come fa con il Corpo di Cristo" (D V 21).


Da Aquileia alla nuova Europa

Questo convegno internazionale si colloca in continuità ideale con la Chiesa madre di Aquileia che vide, nel IV secolo, un fiorente cenacolo di studi biblici e teologici, dal quale uscirono san Girolamo, traduttore della Bibbia Vulgata, e l'amico vescovo san Cromazio che da Aquileia gli inviava il denaro per l' acquisto delle costose pergamene. Questo Convegno è in continuità con il Patriarcato di Aquileia che nel corso dei secoli fece del Friuli una terra di incontri e dialoghi di tre culture: italica, slava e germanica, le quali trovarono nella Bibbia i grandi valori che costituirono la comune civiltà europea. Da questo convegno internazionale, "Bibbia, popoli e lingue", vorremmo che partisse un messaggio: la nuova Europa, "casa comune dei popoli", avrà un futuro se si metteranno in circolazione non solo i mercati e la moneta unica di Maastricht, ma anche, direi soprattutto, gli alti valori, attinti dalla Bibbia, che l'hanno fatta "faro di civiltà". A questo forte messaggio è venuto a dare voce autorevole l'Em.mo Card. Paul Poupard, illustre e stimato Presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, che introduce i lavori. Il Consiglio è stato voluto dal Papa per rispondere a una scommessa: "L 'Europa è stata investita da tali e tanti cambiamenti nel piano economico, politico, sociale e culturale da porre al Cristianesimo e alla Chiesa la più grossa sfida della storia" (Ai Vescovi europei). Il ritorno alla Bibbia Giovanni Paolo II l'ha indicato come prima tappa nel cammino di preparazione al Giubileo straordinario de1 2000, che segna la grande, epocale transizione storica che ci fa varcare la soglia del terzo millennio cristiano.

*) Arcivescovo di Udine.



Introduzione
Duilio Corgnali*


"Subito Abram si prostrò con il viso a terra
e Dio parlò con lui: "Eccomi:
la mia alleanza è con te e sarai padre
di una moltitudine di popoli.
Non ti chiamerai più Abram
ma ti chiamerai Abraham
perché padre di una moltitudine
di popoli ti renderò"
(Genesi 17,3.5).


"Perché questo enorme, spropositato, eccessivo libro siede qui inesplicabilmente nel mezzo della nostra eredità culturale... frustrando tutti i nostri tentativi di camminarci attorno?", si domanda Northrop Frye (Il grande codice. La Bibbia e la letteratura). È il medesimo interrogativo che ci facciamo in questo convegno internazionale. Si tratta di un convegno di alta valenza scientifica, che intende approfondire l'intreccio intessuto nei secoli fra Bibbia, popoli e lingue.
Non è a caso che le Diocesi di Udine, Gorizia e Concordia-Pordenone insieme all'Università di Udine hanno organizzato questo incontro di studio, ma ciò avviene proprio in occasione dell'edizione della Bibbia in lingua friulana e in volume unico. Una Bibbia in friulano già dall'84 al '93 è stata edita in otto volumi per iniziativa dell'editore Ribis, cui va il grande merito di aver rischiato per primo nel mettere mano a questa grande impresa che ha consentito anche al popolo friulano la Parola. Grande merito va anche a pre Checo Placereani e a pre Toni Bellina e a tutti quelli che ancor prima hanno faticato non poco nella traduzione della Parola di Dio in lingua friulana. Anche quella Bibbia, peraltro splendida nella sua iconografia che illustra il grande patrimonio artistico del Friuli, godeva di una autorizzazione della Cei e dei Vescovi locali. Ma quella autorizzazione si riferiva soltanto a una lettura spirituale o catechistica. Ora, questa nuova edizione in volume unico, con la traduzione di pre Antonio Bellina, gode di un'autorizzazione compiuta della Conferenza episcopale italiana, a firma del suo Presidente il card. Camillo Ruini. Ora, davvero, la lingua friulana è diventata lingua ufficiale anche per la Chiesa Cattolica. Un fatto di straordinaria valenza religiosa, sociale e culturale.
Ora, questa edizione della Bibbia in friulano può entrare appieno non soltanto nella vita personale dei credenti e nelle famiglie cristiane, ma anche in chiesa. Si tratta di un evento da salutare di tutto cuore, da apprezzare con tutta la intelligenza, di cui ringraziare il Signore. È per questo, per onorare questo avvenimento, che è stata organizzata una serie di iniziative culturali e religiose (la proclamazione pubblica della Parola in Duomo a Udine, la straordinaria mostra del mig1iori esemplari di Bibbie esistenti nelle biblioteche e nei musei della regione Friuli-V.G. ospitata nell'Abbazia di Rosazzo di Manzano, questo convegno internazionale), e proprio alla vigilia della prima festa diocesana del "Verbum Domini", che l'arcivescovo di Udine ha istituito per domenica 18 gennaio 1998.
Qui, dunque, siamo a contemplare l'incontro della Bibbia con un popolo, quello friulano, l'intreccio della Parola con le parole di questo popolo, con la lingua friulana. Per noi friulani si tratta di un evento di grande commozione, non minore di quella provata dai popoli slavi nel IX secolo così come testimoniato da san Cirillo nel Proglas, nel canto di introduzione alla sua traduzione della Bibbia, alla Parola "che nutre le anime umane, che dà spirito al cuore e alla ragione". Come friulani, ora possiamo rallegrarci, ora che finalmente abbiamo smesso di "scrivere sull'acqua che scorre", che abbiamo smesso di camminare nudi e al buio. Ora, davvero, con questo dono di Dio, la Sapienza parla anche in noi e conforta anche la nostra anima friulana. In questo convegno internazionale, di cui in questo volume si presentano gli interventi più significativi, si chiariscono molte cose in riferimento alla religione e alla cultura. Si potrà così meglio coltivare l'intelligenza su questo grande dono di Dio e su questo straordinario giacimento culturale che è la Bibbia. Lo fanno personalità dalle più diverse provenienze e culture, che qui, di nuovo, ringraziamo vivamente. Ciò non accade per caso, e non soltanto per una valenza intellettuale, anche per questo, ma soprattutto per onorare la ricchezza di culture, di etnie e di popoli e di lingue che sono in Friuli e che costituiscono il Friuli quale eredità della Santa Madrechiesa di Aquileia. Etnie, popoli e lingue che convivono da secoli. Una sorta di icona della realtà e della ricchezza di popoli e di lingue nel mondo. La Bibbia in friulano, dunque, come disvelamento di una memoria lontana ma attuale, presente, vigorosa, vivace, vitale, splendida. È per questo che noi friulani, ora, come diceva ai popoli slavi san Cirillo-Costantino, "apriamo le porte della ragione, avendo avuto quest'arma lavorata dei Libri del Signore, che vince la forza del male".

*) Vicario episcopale per la Cultura del1' Arcidiocesi di Udine.


Rinaldo Fabris, Jean Luis Ska, Massimo Cacciari, Dietz - Rudiger Moser, Bibbia. Popoli e lingue. Con una prolusione del card. Paul Poupard, Piemme, Casale Monferrato (AL) 1998, pp. 159, L. 20.000, ISBN 88-384-4566-4.