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Fondi archivistici riguardanti il patriarcato di Aquileia

[...] Altri strumenti scientifici ad 'alta definizione' ma 'vecchia maniera', cioè inventari analitici che saranno pubblicati nelle collane degli Archivi di Stato, sono in corso d'opera, finanziati con i fondi ministeriali per la ricerca scientifica (18) tramite convenzione tra l'Istituto Pio Paschini per la Storia della Chiesa in Friuli e l'Ufficio Centrale per i beni archivistici: mi riferisco agli inventari dei fondi già citati del Capitolo di Aquileia e del Capitolo collegiato di Udine, confluiti nel 1751 presso il neoistituito Capitolo metropolitano. Le due ricercatrici all'opera, Marzia Comino e Giuliana di Brazzà avevano già 'saggiato' i materiali, con riordinamenti ed inventari parziali e 'virtuali' per le rispettive tesi di laurea in Conservazione dei beni culturali discusse con Antonio Romiti (19). Il fondo aquileiese ammonta in tutto a circa 1250 unità (pacchi, buste, filze e registri), dal XV al XVIII secolo, quello udinese a circa 900 unità, dal XIII al XVIII. Essi si presentano solo parzialmente omogenei, oggetto d'interventi ordinatori diversi, e potremmo dire 'selezionatori' diversi a seguito dell'aggregazione (e del confluire dei beni degli enti soppressi) nell'archivio del Capitolo metropolitano con la costituzione di serie particolari e commiste (ad esempio i benefici) come documentazione antecedente a garanzia dei diritti acquisiti dall'ente subentrante. E poiché tale fatto (il dover riconoscere cioè l'effettiva pertinenza delle carte commiste e rilegate rispetto agli enti produttori, ha già portato a verifiche sugli atti del Capitolo metropolitano, proprio questo ultimo archivio verrà proposto per un'ulteriore convenzione ai fini del riordinamento e dell'inventariazione.
Credo che appaia ormai chiaro perché all'inizio di questo mio intervento ho definito 'virtuale', in duplice senso, l'archivio del Capitolo aquileiese: perché sarà 'ricostruito' storicamente e perché sarà in parte - le pergamene - anche visibile su disco ottico.
Ulteriori interventi sono previsti, a più lungo termine e di comune accordo, su altri fondi archivistici conservati presso la Curia per favorirne la consultazione ai fini della ricerca storica sul Patriarcato e la Chiesa in Friuli. Ma ho promesso di non fare elenchi, e preferisco lasciare forse incuriosito chi ha avuto comunque la pazienza di seguire fino in fondo questa comunicazione.

Renata Da Nova



(18) Cap. 8251 - Ricerca scientifica. La convenzione è stata stipulata i130 giugno 1995 e prevede in un arco pluriennale, ed in più fasi di lavoro, il riordinamento e l'inventariazione dei fondi originari pertinenti i due Capitoli, di Aquileia e Udine. I lavori vengono seguiti 'a distanza' dal dott. Mauro Tosti Croce, della Divisione V - Studi e Pubblicazioni, e generosamente 'sul campo' dalla prof. Anna Gonnella della Sovrintendenza archivistica per il Friuli Venezia Giulia.

(19) M. COMINO, L'archivio del Capitolo di Aquileia: ordinamento ed inventariazione (relatore prof. Antonio Romiti) Università degli Studi di Udine, Corso di Laurea in conservazione dei beni culturali, a.a. 1992-93. G. DI BRAZZA, L'archivio del Capitolo Collegiato di Udine: ordinamento ed inventariazione (relatore prof. Antonio Romiti), Università degli studi di Udine, Corso di laurea in Conservazione dei beni culturali, a.a. 1992-93.


Fonte:Renata da Nova, Fondi archivistici riguardanti il patriarcato di Aquileia", in: Aquileia ed il suo Patriarcato, atti del convegno (Udine, 21-23 ottobre 1999), a cura di Sergio Tavano, Giuseppe Bergamini, Silvano Cavazza, Udine, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Deputazione di Storia Patria per il Friuli, 2000, pp. 597-605.