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Il significato
"Nella lingua madre la Parola si comprende meglio"
Il Segretario pontificio Tamburrino: "Non deve restare un libro da sacrestia o biblioteca"Udine. Ecco, finalmente, il Lezionario in "marilenghe" approvato dalla Santa Sede il 23 gennaio dopo un iter lunghissimo e un lavoro di oltre due anni che ha visto al centro di questa battaglia il vescovo emerito di Udine, Alfredo Battisti, vero pioniere del riconoscimento della dignità del friulano e per questo lungamente applaudito e ringraziato. Presentato ufficialmente dall'arcivescovo Pietro Brollo presso il centro Paolino d'Aquileia, il libro liturgico festivo - edito dall'Istituto Pio Paschini - contenente la parola di Dio (Antico e Nuovo Testamento) è stato accolto come una vittoria per l'identità culturale e linguistica del Friuli. A settembre, ha annunciato Duilio Corgnali, vicario episcopale per la cultura, sarà pronto il secondo volume del lezionario, quello per il tempo ordinario, e successivamente il Messale.Il significato dell'evento festeggiato ieri è stato riassunto così da monsignor Brollo: "ora - ha dichiarato - la lingua friulana è lingua ufficiale della nostra Chiesa, ed è la prima volta che questa lingua assume lo status di lingua liturgica". Un fatto importante, ha rimarcato il presule, non solo perché il friulano entra a pieno titolo e con tutte le carte in regola nelle funzioni liturgiche, ma anche perché "vengono valorizzate la particolarità di un popolo e le sue tradizioni". Per la verità, l'approvazione della Bibbia in friulano risale al novembre '97, ma un effettivo riconoscimento del friulano come lingua liturgica era vincolato ad un riconoscimento a livello statale, che avvenne, com'è noto, nel dicembre '99. Con il Lezionario si riafferma così l'identità di un popolo all'interno di un fenomeno, quello della globalizzazione, che tende a uniformare e ridurre le differenze di lingua e cultura. "Poter ascoltare la messa nella lingua madre, poter pregare e rispondere al prete in "marilenghe" significa anche - secondo Pio Francesco Tamburrino, segretario della congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti - comprendere meglio la Parola". Tamburrino ha auspicato che il Lezionario divenga "alimento per l'evangelizzazione, che non rimanga un libro da sacrestia o da biblioteca, ma sia un libro vivo per una liturgia più penetrante nella mente e nel cuore".L'atto pionieristico compiuto dal Friuli, così l'ha definito Ari Roest Crollius, docente della Pontificia Università Gregoriana, si concretizzerà nelle prossime settimane, quando il Lezionario raggiungerà tutte le parrocchie delle tre diocesi friulane. I fedeli lo attendono con ansia, ben sapendo che in questo caso la religione, ben prima della politica, si è battuta per il riconoscimento della loro identità. E il grazie dei fedeli, di tutti i fedeli, e siamo sicuri di non sbagliarci, va al "profeta" che li ha guidati per quasi trent'anni: Alfredo Battisti.
Irene Giurovich
Fonte: "Il Gazzettino", 1 aprile 2001