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Ma i materiali più pregiati saranno protetti da una password "antifurto"
La storia della Chiesa in un clic
Decine di ricerche nella vetrina telematica aperta dall'istituto Pio Paschini

Clicca il santo e... scopri la storia della Chiesa in Friuli che, specie nel Medioevo, è la storia stessa di questa terra. Ora ha anche una vetrina telematica l'Istituto intitolato a Pio Paschini, illustre storico carnico, che ha il fine meritorio di aprire la strada alle ricerche non solo dei cultori di cose ecclesiastiche, ma di chiunque svolge attività storica. All'indirizzo "www.istitutopiopaschini.it" sarà possibile prendere visione di tutti gli ambiti di ricerca dell'ente, e anche attingere ad alcune delle ricerche patrocinate da esso: per molte la connessione sarà però protetta da password perché esse rivelano la presenza di materiali che possono avere grande interesse per i collezionisti di manoscritti antichi, e sono quindi a grosso rischio di furto.

Oltre al sito, il presidente del Pio Paschini, monsignor Duilio Corgnali, ha presentato ieri il programma per il 2001, che prevede l'assegnazione di 21 borse di studio a giovani laureati in Conservazione dei Beni Culturali. I giovani sono impegnati in ambiziosi progetti di ricerca tesi a inventariare gli archivi capitolari di Udine e quelli delle parrocchie di diverse foranie.

Tali documenti sono un giacimento di eccezionale importanza, ma sono spesso abbandonati a stessi, e devono essere resi fruibili a chi indaga nelle pieghe della microstoria. In particolare le borse di ricerca del 2001 riguarderanno gli archivi delle parrocchie delle foranie di Gorto, di Tolmezzo e di San Daniele. Ma altri sono i percorsi di ricerca stimolati dal Paschini: la schedatura delle visite pastorali, la ricerca bibliografica su tutte le tesi di laurea riguardanti la storia della Chiesa in Friuli, la raccolta delle agiografie presenti nelle biblioteche friulane.

Il Pio Paschini procede anche con le pubblicazioni: due i lavori di particolare interesse che vedranno la luce nel 2001. Una ricerca su "La Chiesa, l'istruzione popolare e lo sviluppo agrario nel Friuli dell'800" condotta da Maria Cristina Cescutti e un censimento dei "Santuari in Friuli" realizzato in collaborazione con l'Ecole Francaise di Roma e curato dal professor Cesare Scalon. Una delle pubblicazioni più attese è però già arrivata, ed è stata presentata ieri, fresca di stampa: si tratta del nuovo Lezionario in lingua friulana, che fa entrare la "marilenghe" nel novero dei pochi idiomi che la Congregazione per la Liturgia ha ammesso nel "gotha" delle lingue ammesse nel rito della Messa.

Walter Tomada

Fonte: "Il Gazzettino", 16 Marzo 2001