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Recensione a: S. Tavano, I monumenti fra Aquileia e Gorizia. 1856-1918: la cultura, gli studi e la fototeca del Seminario teologico centrale.
Questo lavoro si propone di contribuire alla ricostruzione di oltre sessant'anni di vita culturale e di storia della politica culturale applicata ai monumenti attraverso l'esemplificazione dei fatti, dei fenomeni e dei problemi della contea di Gorizia, che comprendeva centri archeologici e monumentali di grande valore, come Aquileia e Grado, che, proprio nei decenni qui considerati, fra il 1856 e il 1918, rivelarono in pieno l'alto significato e la complessità di monumenti già noti e soprattutto di quelli che allora si scoprivano. L'analisi è condotta quasi unicamente sulle edizioni che documentano fattività della Commissione Centrale per i Monumenti, che si dipanano in una novantina di grossi volumi, dai quali sono stati tratti gli essenziali riferimenti problematici e bibliografici. II lavoro di Sergio Tavano offre moltissimi spunti e riferimenti storici, cronologici, topografici, culturali, che tracciano una storia della politica culturale e dell'amministrazione dei beni culturali da cui trasse profitto quell' "orizzonte goriziano", che fu poi sconvolto dalla "grande guerra", con la responsabile partecipazione di istituzioni e di singoli studiosi. Questa raccolta ragionata di dati può costituire o contribuire a fornire un repertorio utile (specialmente col ricorso agli indici dei nomi di luogo e di persona) a quanti vogliono o devono intraprendere lo studio di quel mezzo secolo in cui Gorizia raggiunse grande maturità e fecondità culturale. Rispetto alla prima edizione apparsa nel volume decimo di "Arte in Friuli-Arte a Trieste", quest'opera si completa, fra l'altro, con una sezione dedicata ex-novo alla fototeca e alla diateca, che, anche con l'aiuto della Commissione Centrale, il Museo Diocesano di Gorizia aveva allestito prima del 1915. La loro scoperta recente apre una visione ancora più completa su "quel mondo perduto di ieri", tanto per i criteri e i modo con cui furono eseguite quelle assunzioni, quanto per i soggetti fortunatamente fermati in immagine.
C. G.
Fonte: "Memorie storiche forogiuliesi", LXXX (1988), p. 200.
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