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Recensione a: S. Tavano, I monumenti fra Aquileia e Gorizia. 1856-1918: la cultura, gli studi e la fototeca del Seminario teologico centrale.

Il lavoro in questione è un'ulteriore testimonianza sull'importanza storica, spesso giudicata favorevolmente, delle due pubblicazioni curate in quel tempo dalla «Commissione Centrale per la ricerca e la conservazione dei monumenti artistici» (sarebbe a dire,«.., per la tutela del patrimonio artistico»): ci si riferisce alle «Mitteilungen» e allo Jahrbuch». Quasi esclusivamente («quasi unicamente») concentrato su di esse, l'autore ha ricostruito la storia degli studi e della conservazione dei monumenti nel «Litorale», in particolare però nel Goriziano, così come furono intrapresi dalla comparsa del primo volume, nel 1856, fino alla caduta della monarchia, nel 1918, e come furono sostenuti ininterrottamente dalla Commissione. Ciò fu però possibile, anche mercé la collaborazione di forze e istituzioni locali - a quel tempo la chiesa - con le quali detti studi poterono svilupparsi. Sulla scorta di rigorose relazioni, di comunicazioni, notizie e illustrazioni, che vertevano su monumenti artistici e storico-culturali del territorio, lo sviluppo della tutela e della ricerca dei monumenti viene descritto in un panorama di molteplici aspetti. Il testo è diviso in capitoli, corrispondenti ai vari stadi del processo per cui si giunge, dall'organo collegiale , all'ufficio di Stato per i monumenti e che comprende il mutamento della direttrice relativa alla tutela dei monumenti, dallo storicismo fino a Riegl, e il perfezionamento dei metodi di lavoro del tipo Heider/Eitelberger, da Wickhoff a Dvoràk.
Naturalmente furono i monumenti più importanti a suscitare l'interesse maggiore tra i collaboratori della Commissione: prima di tutto Aquileia, antica e paleocristiana, Pola, le basiliche di Grado e Parenzo, S. Giusto a Trieste, ma anche i monumenti del vicino Friuli, vale a dire Cividale, Gemona o Venzone. Tuttavia gli oggetti minori non furono assolutamente tralasciati. L'interesse dell'autore si rivolge anche a singole personalità; in tal modo accresce la nostra conoscenza riguardo al primo presidente della Commissione, il barone von Czoernig, il quale trascorse a Gorizia gli anni del pensionamento dedicandosi agli studi storici; viene anche ricordata l'attività pubblicistica del Kandter, di Planiscig, dei conservatori goriziani Drexler, Majonica e altri ancora; in più l'autore ci indica quanto fosse stretto il legame con la vita scientifica e artistica di Vienna, nel decennio che si concluse con la prima guerra mondiale.
Il libro di Tavano non è ricco di valore solo in quanto ci illustra gli effetti dell'attività della Commissione secondo un taglio regionale e locale, o perché indica non soltanto il funzionamento di una tutela ai monumenti guidata centralmente; il valore va anche individuato nell'efficienza dei vari sforzi, come gli stimoli in senso scientifico e la passione per la tutela artistica, i quali non mancarono di produrre i loro frutti.
All'intervento e alla deliberazione della Commissione è da rendere grazie anche per la realizzazione di un archivio fotografico, all'interno del Seminario dell'Arcidiocesi goriziana. Il materiale, che concerne principalmente i monumenti del territorio, fu raccolto grazie alla sensibilizzazione del clero del Litorale nei riguardi della storia dell'arte e della tutela ai monumenti e potè essere allestito con l'aiuto di sovvenzioni (1912 e 1914) del Ministero dell'Istruzione. Oltre a quelli nominati, si trovano tra i conservatori trasferitisi in loco, anche Moritz Dreger da Vienna e il conservatore per il Litorale, Anton Gnirs. Un catalogo illustrato dell'archivio costituisce la seconda parte del libro. Ma la sua maggiore importanza sta nel fatto che le foto indicano quasi esclusivamente i monumenti nella loro integrità, monumenti che sono da tempo divenuti storici o addirittura sono perduti. Un aiuto prezioso per la tutela ai monumenti contemporanea.
Tale pubblicazione, redatta con estrema accuratezza, non risveglia solamente la memoria di un'autorità imperiale, che assolse il suo compito in modo egregio, per più di mezzo secolo, in una regione e in una città fra il mondo latino e il mondo slavo in concordanza con l'elemento tedesco («fra mondo latino e mondo slavo in un contesto secolarmente e strutturalmente tedesco»); si pone altresì come prezioso contributo per la storia della tutela ai monumenti nell'Austria di un tempo.

Walter Frodl (Traduzione di Giovanni Luca)

Fonte: "Memorie storiche forogiuliesi", LXXX (1990), p. 233-234.