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La meticolosa ricerca di Luca Gianni è stata pubblicata a cura dellIstituto Pio Paschini
Riemerge il Friuli del Trecento
Presentato un libro tratto dalle "Note" del notaio Guglielmo di Cividale

UDINE - È stato presentato ieri pomeriggio, nel salone del Consiglio provinciale di palazzo Belgrado, il volume Le note di Guglielmo da Cividale (1314-1323), di Luca Gianni, edito dallIstituto Pio Paschini di Udine e stampato dalle Arti Grafiche Friulane.
A presentare il libro, che è di grande importanza storica per ricostruire - come recita il titolo della presentazione - lo stato di Cattedrali e Preti nel Friuli del Trecento, è stato il professor Antonio Rigon, docente di Storia medievale alluniversità di Padova. Ha preso la parola, oltre allautore, anche Andrea Tilatti, docente allUniversità di Bologna.
Con la pubblicazione di questo volume si arricchisce ulteriormente la collana delle Fonti per la storia della Chiesa in Friuli con la pubblicazione di altri documenti inediti, nel quadro delle azioni volte a centrare uno degli obbiettivi principali assegnati allIstituto Pio Paschini di Udine, che sta continuando nella sua azione di censimento a tappeto dei fondi e degli archivi parrocchiali, una ricerca che continua a dare ottimi frutti e anche ghiotte sorprese, come una nutrita serie di omelie in friulano che saranno certamente il nucleo di uno dei prossimi volumi in pubblicazione.
Comè noto, una delle fonti più singolari e preziose per ricostruire la storia del Friuli nel tardo medioevo, sono i registri dei notai che annotavano gli estremi di ogni rogito prima della stesura del documento integrale che veniva consegnato ai destinatari dellatto. I protocolli non soltanto avevano valore giuridico pari al documento, ma consentono oggi agli studiosi di accedere a una fonte inesauribile di informazioni sui personaggi del tempo e del luogo, sulle condizioni economiche dellepoca, sui rapporti tra istituzioni ecclesiastiche e civili, sulla gamma di relazioni sociali che animavano la vita della città o dellarea geografica interessata.
"In questo caso - scrive don Duilio Corgnali, presidente dellistituto Pio Paschini - sono pubblicate le Note di Guglielmo da Cividale, figlio di Egidio. Era questi un personaggio non soltanto influente nella prestigiosa città ducale, ma introdotto nella cancelleria patriarcale dellepoca e presente in diverse località del Friuli. Chierico e notaio, era dotato di prestigio, godeva della fiducia di patriarchi e vescovi, partecipò a diverse "paci" tra comunità friulane come, per esempio, tra la Comunità di San Daniele e i nobili da Villalta. Curava assai bene la propria "carriera" ecclesiastica, dove interessi spirituali sintersecavano con quelli materiali. Di qui la collezione notevole di cariche: non soltanto canonico e poi preposito di Cividale, ma anche preposito della chiesa di Concordia e di San Pietro in Carnia, oltre che detentore di numerosi benefici".
"Lepoca in cui visse e operò Guglielmo - continua Corgnali - fu alquanto turbolenta e tragica per il Friuli, infestato da contese tra comunità e casati, privo della guida spirituale e civile che sarebbe dovuto essere il Patriarca, che non viveva in loco e si avvaleva di vicari, e attraversato da conflitti più generali. Basti ricordare il fatto della residenza papale, costretta a quel tempo in Avignone. E proprio dal Papa in Avignone troviamo anche Guglielmo a perorare la nomina di un nuovo Patriarca di Aquileia, dopo la morte di Pagano Della Torre. Nuovo Patriarca sarà Bertrando da Saint-Geniès, al cui primo concilio del 1335 partecipa anche il notaio Guglielmo da Cividale. Le sue Note, che vanno dal 1314