Alla fonte del Friuli: visite guidate ai giacimenti storico culturali della Chiesa friulana
Parte oggi una nuova serie di trasmissioni intitolate " Alla fonte del Friuli" e incominciamo insieme un viaggio che ci porterà alla scoperta dei giacimenti culturali e storici del nostro Friuli, della chiese, degli archivi, delle biblioteche, grazie all'importante contributo dell'istituto Pio Paschini. Per questa prima puntata ospitiamo il presidente dell'istituto, mons. Duilio Corgnali, vicario episcopale per la cultura della diocesi di Udine.
L'istituto Pio Paschini nasce nel 1982 con la finalità di valorizzare il grande patrimonio storico-ecclesiastico del Friuli. Qual è lo spirito che anima le vostre iniziative?
Lo spirito è molto semplice. Per quanto riguarda la storia del Friuli la gran parte del giacimento delle fonti, è cioè i documenti, dai più antichi ai più recenti, sono collocati in sedi che si chiamano ecclesiastiche. Per evidenti motivi, perché sappiamo che fino al 1751 c'era un patriarcato, fino al 1420 questo patriarcato che dal 1077 al 1420 aveva avuto una funzione anche di principatus vero e proprio, con potestà civile oltre che religiosa e quindi ha raccolto nei secoli una mole intensissima di materiali che devono essere a disposizione di tutto il popolo friulano. Coloro che possono "manipolare" in senso positivo questi materiali sono gli studiosi perché possono leggerli e renderli di pubblico dominio e farne dunque materiale per i lineamenti di storia del Friuli e per la storia della nostra patria. Sono almeno 4 i punti che noi ci proponiamo come istituto o che, meglio, erano stati affidati come finalità all'istituto stesso. Forse non tutti sanno chi è Pio Paschini. E' il più grande storico del Friuli, quello che ha posto le basi per una storia moderna e scientifica ma fu anche un grande storico a livello internazionale. Era un prete, fu professore di seminario ad Udine, fu chiamato poi a Roma, dove insegnò nelle università romane. Fu anche professore di storia di Giovanni ventriteesimo terzo, che in seguito lo premiò per i suoi servigi facendolo arcivescovo. Pio Paschini è conosciuto in tutto il mondo per la sua alta statura di ricercatore e di storico ed è stato anche magnifico rettore del laterano. Non poteva non essere intitolato a lui l'istituto diocesano che si interessa appunto della conservazione e della valorizzazione scientifica degli archivi e delle biblioteche ecclesiastiche del Friuli. Queste ultime, erano note in tutto il resto del mondo ma non in Friuli, dove erano a conoscenza della loro esistenza solo pochi studiosi e ricercatori che adesso, grazie all'università di Udine, si vanno ampliando di numero. Ma all'estero è conosciutissimo il giacimento di fonti che c' è qui: per esempio tutti conoscono i lavori di Karl Ginsburg, "Il formaggio e i vermi" questo testo è venuto fuori dai documenti che ci sono presso l'archivio capitolare dell'Arcidiocesi di Udine. Anche per quanto riguarda l'inquisizione qui c'è il più grosso giacimento di atti di processi inquisitori che sono stati fatti nell'ambito della repubblica veneta. Ci sono inoltre tantissime altre cose che ci ripromettiamo come istituto di ordinare ed inventariare e successivamente di pubblicare come fonti. Vogliamo cioè mettere i testi a disposizione dello studioso. Nei prossimi giorni renderemo nota la pubblicazione di un nuovo libro di fonti, di 270 pagine, che si riferisce alla zecca di Aquileia. Pochi sanno che Aquileia batteva moneta e questo volume si riferisce a 20 anni di storia del nostro Friuli, dal 1400 al 1420. Sono gli ultimi 20 anni del patriarcato di Aquileia con funzione civile, perché poi arriva la repubblica veneta e il patriarcato diventerà solo un fatto religioso e non civile. Sono gli anni più interessanti per capire cos
corso: per esempio quella dei documenti della cancelleria del patriarcato nell'epoca di due cancellieri, Guglielmo da Cividale e Gubertino da Novate. Ulteriori pubblicazioni riguardano la storia del Friuli, come quella molto recente curata dal migliore storico sloveno, Rajko Bratoz, di cui abbiamo pubblicato " Il cristianesimo aquileiese prima di Costantino fra Aquileia e Poetovio", che sarebbe la storia che noi magari già conosciamo ma che viene allargata a tutta l'area del patriarcato, fuoriuscendo anche dai confini del Friuli storico attuale. È interessante vedere come già in quell'epoca il patriarcato avesse una funzione di ponte verso tutta l'Europa meridionale, volta ad est e a sud - est. L'ultimo punto delle finalità del Pio Paschini riguarda la promozione di tutte quelle iniziative che concorrono alla migliore conoscenza alla storia della chiesa e della cultura in Friuli. Fra queste ci sono le pubblicazioni in lingua friulana, l'istituto ha curato l'edizione della Bibbia in friulano, del Lezionario, sempre in friulano e sta curando la pubblicazione del messale. Accanto a questo stiamo curando anche un intenso lavoro di archiviazione e inventariazione sul territorio, non a caso il 15 marzo assegneremo 16 borse di studio a 16 giovani ricercatori, laureati in conservazione dei beni culturali, che andranno a tappeto su tutte le parrocchie friulane a inventariare quel grande patrimonio che giace, per lo più non conosciuto, nelle biblioteche e negli archivi del territorio, che per molti anni sono stati gli unici ricettacoli di una memoria storica.
Per portare avanti questi progetti l'istituto intesse anche relazioni con molte delle organizzazioni scientifiche come l'università.
Certo, noi abbiamo contatti con tutte le realtà scientifiche, ma in particolar modo con l'università di Udine, da cui abbiamo attinto i membri del comitato stesso, che sono professori ordinari dell'università. Per citarne alcuni c'è Cesare Scalon, vicepresidente del comitato, Paolo Goi, Edmondo Lupieri, Pier Cesare Ioli Zorattini, Paolo Pecorari e per quanto riguarda Gorizia si aggiunge anche Ferruccio Tassin. Questo per dimostrare che l'istituto Pio Paschini è attento alla storia della chiesa in Friuli e non solo ad Udine. In questa direzione è stata fatta anche una buona parte dell'inventariazione e della schedatura della cronistoria delle visite pastorali delle parrocchie di Proverano, Arba Meduno, San Martino al Tagliamento e cioè anche per la parte concordiense. L'istituto è dunque aperto al beneficio di tutto il Friuli storico.
Quali sono le prospettive per il futuro?
Non c'è solo un sito internet dell'istituto ma c'è anche, fra le tante iniziative, la possibilità di consultare i libri agiografici delle biblioteche friulane, la possibilità di una ricerca bibliografica per quanto riguarda la storia della chiesa in Friuli e l'elenco delle inventariazioni fatte sul territorio, il tutto sempre fruibile via internet.
In conclusione: per capire il Friuli di oggi bisogna andare alle radici, quale Friuli dunque emerge da questa attività di ricerca dell'istituto Pio Paschini?
Emerge un Friuli dotato di una dignità storica e di una complessità di vicende molto diverso da quanto il comune sentire potrebbe immaginare. Purtroppo si scopre, mano a mano che si affonda la lente della ricerca nel passato del Friuli, la lacunosità grave che è stata prodotta nell'ultimo secolo e mezzo: pochissimi friulani conoscono la loro storia. Non possono così essere consapevoli della loro dignità sia come popolo friulano, sia come individui che hanno qui le loro radici. Ma di fatto i friulani debbono a questa storia la loro esistenza e il loro tracciato di futuro, perché il futuro a cui noi andiamo incontro dipende in gran parte dal nostro passato. Perché questo futuro sia consapevolmente perseguito c'&e
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