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Frilli: oltre 7 mila Bibbie in lingua friulana

A Spilimbergo ha portato il suo contributo anche mons. Duilio Corgnali che nella sua veste di vicario episcopale per la cultura aveva coordinato i lavori per la Bibbia, prima, ed il Lezionario, successivamente.
Dopo aver ricordato che, come ha affermato il Papa, «nella lingua si raccoglie un tratto particolare di un popolo e di una nazione, si palesa l'anima umana», mons. Corgnali ha sottolineato il profondo significato del Lezionario: «Culturale, perché riguarda l'identità personale e collettiva di un popolo; religioso, perché come diceva Paolo VI, il Vangelo va piantato nelle diverse culture; e anche politico: si parla molto di globalizzazione oggi, ma il globale ha bisogno del locale, altrimenti non ha radici dove piantarsi».
È stata, dunque, un momento importantissimo l'approvazione vaticana del Lezionario, il 23 gennaio 2001. «Il valore di fondo di questo Lezionario è quello di dare la possibilità alla lingua friulana di poter professare anch'essa che Gesù è il Signore», ha affermato mons. Corgnali, facendo riferimento a San Paolo. «Con il Lezionario anche il friulano è diventato non soltanto lingua della Chiesa, com'era accaduto con la Bibbia, ma anche lingua liturgica».
Il Lezionario è composto da due volumi: il primo con le letture per le domeniche e le feste del tempo d'Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua; il secondo con le letture per le domeniche e feste del tempo ordinario.
La sua particolarità, ha poi aggiunto mons. Corgnali, sta nel fatto che «abbiamo inserito, per le feste più grandi, anche le sequenze aquilejesi, patrimonio straordinario frutto della tradizione di 2000 anni di cristianesimo aquileiese».
Nel dibattito è intervenuto anche Pier Carlo Begotti, vicepresidente della Filologica friulana.
Partendo dalla lettura evangelica della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, Begotti ha sottolineato come «il messaggio di questa lettura è che la Chiesa è universale, non perché parla una lingua, ma perché le parla tutte. Ed ora, dopo l'approvazione del Lezionario, tra queste lingue c'è anche il friulano».
D'altronde, ha proseguito Begotti, anche il Patriarcato di Aquileia, sia come realtà ecclesiastica che come realtà politica «era nei suoi ambiti universale. Aveva infatti dentro di sé tante nazioni: friulana, slovena, latina, un pezzo di nazione italiana, una parte di nazione tedesca o austriaca. E la stessa cosa accade oggi, in cui nella nostra regione ci sono quattro lingue. Dunque il messaggio di universalità della pagina evangelica è nella nostra natura, e ora noi, grazie al Lezionario, possiamo esprimerlo ufficialmente anche in Chiesa, nella preghiera, nel nostro essere».

Valentina Coluccia

Fonte: "La Vita Cattolica", 10 aprile 2004.