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Venerdì scorso alla biblioteca statale
Guglielmo da Cividale, notaio chierico di spiccoSi va arricchendo la collana delle Fonti per la storia della Chiesa in Friuli con la pubblicazione di documenti inediti. Si tratta di uno degli obiettivi principali assegnati all’Istituto Pio Paschini di Udine. Una delle fonti più singolari e preziose per la storia del Friuli, nel tardo medioevo, sono i registri dei notai che annotavano gli estremi di ogni rogito prima della stesura del documento integrale che veniva consegnato ai destinatari dell’atto. I protocolli non soltanto avevano valore giuridico pari al documento, ma consentono oggi agli studiosi di accedere a una fonte inesauribile di informazioni sui personaggi del tempo e del luogo, sulle condizioni economiche dell’epoca, sui rapporti tra istituzioni ecclesiastiche e civili, sulla gamma di relazioni sociali che animavano la vita della città o dell’area geografica interessata.
Nel caso vengono pubblicate le "Note" di Guglielmo da Cividale, figlio di Egidio. Era questi un personaggio non soltanto influente nella prestigiosa città ducale, ma introdotto nella cancelleria patriarcale dell’epoca e presente in diverse località del Friuli. Chierico e notaio, era dotato di prestigio, godeva della fiducia di patriarchi e vescovi, partecipò a diverse "paci" tra comunità friulane come, ad esempio, tra la Comunità di San Daniele e i nobili da Villalta. Curava assai bene la propria "carriera" ecclesiastica, dove interessi spirituali s’intersecavano con quelli materiali. Di qui la collezione notevole di cariche: non soltanto canonico e poi preposito di Cividale, ma anche preposito della chiesa di Concordia e di San Pietro in Carnia, oltre che detentore di numerosi benefici.
L’epoca in cui visse ed operò Guglielmo fu alquanto turbolenta e tragica per il Friuli, infestato da contese tra comunità e casati, privo della guida spirituale e civile che sarebbe dovuto essere il Patriarca, che non viveva in loco e si avvaleva di vicari, e attraversato da conflitti più generali. Basti ricordare il fatto della residenza papale, costretta a quel tempo in Avignone. E proprio dal Papa in Avignone troviamo anche Guglielmo a perorare la nomina di un nuovo Patriarca di Aquileia, dopo la morte di Pagano Della Torre. Nuovo Patriarca sarà Bertrando da Saint-Geniès, al cui primo concilio del 1335 partecipa anche il notaio Guglielmo da Cividale.
Le sue Note, che vanno dal 1314 al 1323, si trovano presso il Fondo principale della Biblioteca comunale "Vincenzo Joppi" di Udine e sono state attentamente studiate da Luca Gianni per un lavoro di tesi, che per la sua valenza critica e storica l’Istituto Pio Paschini ha ritenuto di inserire nella sua collana delle "Fonti per la storia della Chiesa in Friuli".
Mons. Duilio Corgnali
Presidente Istituto Pio Paschini
Fonte: "La Voce Isontina", 20 ottobre 2001.