![]() Home page
***
Indietro
***
E-mail
|
||
Gli archivi del Sant'Ufficio di Aquileia e Concordia saranno presto soggetti a nuovi approfonditi studi
Inventario dell'InquisizioneTra l'Istituto Pio Paschini per la storia della Chiesa in Friuli, il Centro di ricerca sull'inquisizione dell'Università di Trieste e l'Archivio storico dell'arcidiocesi di Udine è stata firmata una convenzione per realizzare una nuova inventariazione dei processi del Sant'Ufficio di Aquileia e Concordia, conservati nell'archivio arcivescovile udinese, e già inventariati 30 anni fa da don Luigi De Biasio.
Il progetto intende portare alla costituzione di una banca dei dati giudiziari più importanti di ogni fascicolo, in modo da avere non soltanto un sicuro accesso alla documentazione, ma anche la possibilità di analizzare le linee principali dell'attività del tribunale preposto al controllo della dottrina cattolica. In questo modo l'Archivio del Sant'Ufficio, dopo essere stato il primo fondo diocesano dell'Inquisizione aperto al pubblico in Italia per la lungimiranza delle autorità ecclesiastiche udinesi, e il primo ad avere un inventario moderno della serie processuale - preparato dall'allora direttore don Luigi De Biasio - e pubblicato in due Quaderni del Centro di catalogazione regionale (1976 e 1978), sarà il primo ad avere un inventario-banca dati secondo i più avanzati criteri attuali. All'impresa appena avviata partecipa anche il Centro regionale di catalogazione, fornendo un software sofisticato per l'immissione dei dati processuali e concedendo l'uso della banca dati già disponibile.
L'archivio dell'Inquisizione conservato a Udine è noto in tutto il mondo per gli studi di Carlo Ginzburg sui benandanti e su Domenico Scandella, detto Menocchio, ma non è stato finora sfruttato a fondo per vari motivi, tra cui la marginalità del Friuli rispetto ai maggiori centri culturali italiani ed europei. Negli ultimi vent'anni ci sono stati ad ogni modo parecchi studi di rilievo, con alcune considerevoli edizioni critiche di processi e altre pubblicazioni di fonti, oltre a numerose ricerche locali e tesi di laurea.
Dato il notevole sviluppo attuale degli studi sull'Inquisizione romana nel contesto della società italiana, è oltremodo importante fornire strumenti aggiornati per una maggiore conoscenza e per un più facile utilizzo di uno dei cinque archivi interi del Sant'Ufficio conservati in Italia. Il progetto, infatti, prevede non solo la nuova inventariazione sulla base di 11 dati fondamentali, ma anche l'identificazione tendenzialmente completa della bibliografia storica, che comprende edizioni di fonti, studi, tesi di laurea sull'Inquisizione e argomenti connessi, nell'ambito regionale, con riferimento anche alla documentazione friulana, giuliana e isontina conservata nell'archivio del Sant'Ufficio di Venezia.
L'impegno congiunto dell'Istituto Pio Paschini, noto da tempo per la sua attività di valorizzazione della storia della Chiesa friulana, e del Centro di ricerca sull'Inquisizione dell'Università di Trieste, che funge da struttura di riferimento del più importante gruppo italiano di studi sull'Inquisizione, coordinato da Adriano Prosperi (Scuola Normale Superiore di Pisa), noto a livello internazionale, assicurano che i risultati saranno certamente degni di rilievo. Il Centro di ricerca sull'Inquisizione ha firmato di recente un accordo con il ministero per i Beni e le attività culturali e la Congregazione per la Dottrina della Fede allo scopo di attuare un «Progetto per la descrizione degli archivi e della documentazione inquisitoriale in Italia». Il progetto udinese di inventariazione è il primo a partire, e verrà preso come modello per le altre iniziative analoghe.
Fonte: "La Vita Cattolica", 16 dicembre 2004.