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Paschini, luce sulla storia.
L'Istituto intitolato al grande studioso vara per il 2001 un intenso programma di attività e pubblicazioni
Pio Paschini, chi era costui? A molti friulani il nome dice poco. Eppure questo sacerdote vissuto tra il 1878 e il 1962 è stato il più grande storico moderno del Friuli e un ricercatore di statura internazionale. Insegnante al Seminario di Udine, fu chiamato a Roma ove divenne docente di storia moderna dell'Università di Roma. Rettore del Pontificio ateneo lateranense, collaborò all'Enciclopedia italiana e fu insegnante personale anche di Giovanni XXIII, che lo nominò arcivescovo per riconoscenza e per i suoi meriti di studioso. Non poteva dunque che essere intitolato a lui un istituto che si prefigge la finalità di valorizzare il grande patrimonio storico-ecclesiastico friulano. Nato nel 1982, infatti, l'Istituto "Pio Paschini" per la storia della Chiesa in Friuli, promuove la conservazione, l'ordinamento e la valorizzazione scientifica degli archivi e delle biblioteche ecclesiastiche e la pubblicazione di documenti riguardanti la storia della Chiesa friulana.Giovani tra gli archivi
Occorre fare spesso uno sforzo - quando si pensa ad archivi - per non richiamare l'idea di grigi e cipigliosi bibliotecari che trascorrono il loro tempo tra scaffali colmi di polverosi documenti cartacei. Ebbene, quando si parla del "Pio Paschini", questo rischio non lo si corre: sono infatti tanti i giovani e appassionati ricercatori - quasi tutti laureati alla Facoltà di Conservazione dei Beni culturali di Udine - che costituiscono la "giovane costola" dell'Istituto che può vantare un programma di attività fittissimo. A 13 di loro, quest'anno, l'Istituto ha erogato borse di ricerca: ad altrettanti giovani il "P. Paschini" ha rinnovato quelle "accese" l'anno scorso, affinché i progetti di studio possano proseguire. Una costola giovane ma che impara e mettere a frutto gli studi con il costante apporto d'esperienza e professionalità di studiosi e docenti universitari. Presieduto dal vicario episcopale per la cultura, mons. Duilio Corgnali, il comitato del "Paschini" conta infatti alcuni nomi importanti della cultura ecclesiastica e accademica, che provengono da Udine, Gorizia e Pordenone (da poco rinnovato dall'arcivescovo mons. Pietro Brollo, il comitato è costituito oltre che dal vicepresidente Cesare Scalon, da Paolo Goi, Edmondo Lupieri, Vittoria Masutti, Gian Carlo Menis, Paolo Pecorari, Sandro Piussi, Ferruccio Tassin, Ioly Zorattini e Giovanni Pietro Biasatti, segretario).
Ricerche on-line
A dimostrare la vivacità dell'Istituto e la sua capacità di lavorare per la conservazione dell'antico patrimonio del Friuli ma con metodologie a tecniche moderne e con spirito di "interfaccia" per il mondo culturale, è la recente attivazione del sito internet - www. istitutopiopaschini.it - che, oltre ad essere il "biglietto da visita" virtuale dell'Istituto, è anche un importante strumento per "aprire", grazie alla rete, gli archivi e mettere in contatto gli studiosi on-line. Le singole ricerche sono organizzate per aree tematiche affini e per alcune di esse è già possibile la consultazione. "Questa particolare funzione - spiega Antonello Mangiacapra, che cura manutenzione e aggiornamento del sito - sfrutta un'area riservata con accesso a password, in cui sono posti documenti e informazioni disponibili a utenti che si siano registrati. All'interno di questa area sarà possibile anche accedere a motori di ricerca appositamente realizzati per l'istituto per individuare informazioni relative a lavori svolti dai ricercatori in questi anni". Un'altra branca del sito descrive la produzione editoriale, con la possibilità di consultare recensioni.
Inventariazione e ricerca
Molti sono i programmi di ricerca già attivati dalle borse di studio e che continuano nel 2001.Anzitutto, in virtù della Convenzione firmata nel 1995 con la Soprintendenza archivistica regionale, è prevista la continuazione del riordino e inventariazione del Capitolo metropolitano di Udine e del Capitolo di Aquileia."La convenzione con il "Pio Paschini" ha consentito di fare un'importante passo avanti - spiega Reanata Da Nova, soprintendente archivistico del F.-V.G. -, si sono così studiate in ottica sinergica fonti laiche ed ecclesiastiche che si intersecano inevitabilmente tra loro. Ora contiamo sul fatto che il Ministero "riaccenda" la convenzione". Grazie alla Soprintendenza, sarà trasferita su floppy disk la raccolta dei 16 volumi di pergamene datate dal IX al XVIII secolo del Fondo capitolare di Udine. Il progetto intende iniziare la metodica edizione del corpus con la pubblicazione di un primo volume.A dimostrare il radicamento dell'Istituto su tutto il territorio friulano, c'è il progetto relativo al regesto in italiano delle pergamene conservate nell'Archivio della diocesi di Concordia-Pordenone: si tratta di un totale di 500 documenti che vanno dal XII al XVII secolo. Le località censite nel primo lotto sono state Arba, San Martino al Tagliamento e Cusano. Altre località saranno toccate nel secondo lotto della ricerca coordinata dal prof. Paolo Goi.
Censimento nelle parrocchie
Impegna tre ricercatori, invece, il censimento e l'inventariazione su supporto magnetico e cartaceo degli archivi parrocchiali dell'Arcidiocesi di Udine che sono già iniziati nelle foranie di Fagagna, Gorto, Rosazzo, San Daniele e Tricesimo. Censito anche l'archivio della Curia: il "Fondo Vale" - un fondo di documenti eterogenei sia antichi che recenti -, e la sezione "A parte imperi", cioè la parte relativa alla corrispondenza e atti ecclesiastici della Curia aquileiese.
Visite pastorali e omelie
Proseguirà a cura dei borsisti anche la ricerca sulle visite pastorali, con la schedatura delle cronistorie delle visite dei patriarchi Francesco Barbaro e Grimani. Sarà invece avviato quest'anno lo studio linguistico, storico-pastorale e teologico, la raccolta, il riordino e la trascrizione delle omelie in lingua friulana custodite negli archivi e in raccolte private in Friuli. Oltre a questo progetto, anche quello che si occuperà dello studio e pubblicazione degli archivi del beato, e prossimo santo, P. Luigi Scrosoppi.
Elisabetta Pozzetto
Fonte: "La vita cattolica", 24 marzo 2001.