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Il 31 di marzo, al "Paolino d'Aquileia" sarà presentato ufficialmente il Lezionario in lingua friulana


Sono "lieto di poter festeggiare a Udine la presentazione ufficiale del Lezionario in lingua friulana, che è conquista fondamentale per due motivi: anzitutto perché rappresenta l'approvazione di uno strumento liturgico che consentirà di comunicare in maniera più immediata e incisiva il messaggio della Parola di Dio. In secondo luogo, perché è anche un'operazione culturale che riconosce in modo ufficiale una lingua. Dunque, un'importante passo per la valorizzazione dell'identità di un popolo e del suo patrimonio linguistico".
Così l'arcivescovo mons. Pio Francesco Tamburrino, Segretario della Congregazione per il Culto e la Disciplina dei Sacramenti, commenta l'approvazione del Lezionario "in marilenghe", che verrà presentato ufficialmente sabato 31 marzo, alle 10, presso il Centro "Paolino di Aquileia" di Udine.
Per l'occasione, il vicariato per la cultura dell'Arcidiocesi ha organizzato il convegno "La Peraule e lis peraulis tal mont di vuê. Globalizazion e dialic des culturis" che sarà introdotto dall'arcivescovo di Udine, mons. Pietro Brollo. Sarà poi lo stesso mons. Tamburrino a prendere la parola per un intervento, cui seguirà quello del prof. Marzio Strassoldo, rettore dell'Università di Udine."La Parola e le parole nel mondo contemporaneo. Religioni e identità nell'era della globlizzazione" è invece il tema della relazione che il prof. Arij A. Roest Crollius, ordinario di Missiologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, svolgerà per dare il suo apporto di esperto studioso dei rapporti tra fede e cultura. "Abbiamo colto l'occasione della presentazione ufficiale del Lezionario in friulano per sollecitare una riflessione sul significato che ha oggi la coltivazione dell'identità dei popoli e dei singoli individui in un mondo cosiddetto "globalizzato" - spiega il vicario episcopale per la cultura, mons. Duilio Corgnali -.

L'approvazione del Lezionario non è infatti solo un fatto di valenza ecclesiastica: la liturgia, secondo la teologia cattolica, attinge alla vita e la irrora di grazia, dunque, questa conquista si deve cogliere anche come momento di grande valenza socio-culturale".
Fu proprio l'arcivescovo Pio Francesco Tamburrino a firmare accanto al cardinale Prefetto Jorge Arturo Medina Estévez, il 23 gennaio scorso, il decreto della Congregazione per il Culto Divino con il quale la Sede Apostolica, dopo un lungo iter partito con la richiesta dei vescovi di Udine, Concordia-Pordenone e Gorizia, approvava definitivamente il testo liturgico. Un fatto fondamentale che, avvenuto dopo quattro anni dall'approvazione della Bibbia "in marilenghe" e dopo un anno dalla legge di tutela delle minoranze linguistiche, riconosce al friulano lo status di lingua liturgica.Frutto di due anni di lavoro della Commissione, il Lezionari contiene le letture, i salmi e anche le sequenze tipiche della liturgia aquileiese, per le domeniche del tempo ordinario. Proprio in occasione della presentazione, il 31 marzo, alcune di queste sequenze - commenti in rima di un Mistero -, verranno cantate dal coro "Rosas di mont" della pieve di Gorto, diretto dal m.o pre Josef Cjargnel.

Elisabetta Pozzetto.

Fonte: "La vita cattolica", 24 marzo 2001.