Home page *** Indietro *** E-mail



Tra le antiche carte di Gubertino

Da tempo è in atto un processo di rivisitazione e rilettura del medioevo patriarchino, non più soltanto sotto l'aspetto politico ed istituzionale, ma anche da quello del recupero della storia economica e sociale. I registri di cancelleria rappresentano una fonte preziosa per capire la gestione della complicata realtà politica ed ecclesiastica del patriarcato di Aquileia. In questo filone di approfondimento si colloca lo studio di Giordano Brunettin edito dall'Istituto "Pio Paschini" nella collana delle fonti per la storia della Chiesa in Friuli.
L'edizione integrale con la trascrizione dei due protocolli di cancelleria tenuti dal notaio Gubertino da Novate per gli anni 1341 e 1343 e conservati presso la Biblioteca Arcivescovile di Udine sotto il numero 29, si è proposta il fine di rendere disponibili i testi completi di quegli atti dell'amministrazione patriarcale a quei ricercatori e studiosi del medioevo friulano che per vari motivi non possono accedere agli originali. Ovviando così anche alle carenze degli usuali strumenti di lavoro, vuoi sotto forma di regesti vuoi sotto forma di trascrizioni parziali e selettive.
Da tempo è in atto un processo di rivisitazione e rilettura del medioevo patriarchino, non più soltanto sotto l'angolazione politica ed istituzionale, bensì anche recuperando gli aspetti di storia economica e sociale, nonché ecclesiastica e religiosa. In quel processo trovano ampiamente spazio la ricerca sull'evoluzione e trasmissione dei modelli culturali e quella sugli apparati e le modalità di amministrazione della Chiesa di Aquileia, sia per i "temporalia" che per gli "spiritualia".
Una parziale sintesi dei nuovi approcci alla storia del Patriarcato è comparsa nel 1999 con il libro collettivo "Il Patriarcato di Aquileia", uno stato nell'Europa medievale, passato forse un poco inavvertito nel panorama saggistico regionale. Ma molti esiti delle ricerche si fondano su un'ampia e attenta cognizione dell'ancora ricco materiale documentario, del quale sono parte preponderante i registri della cancelleria dei patriarchi.



Non solo: quegli esiti diventano anche pienamente apprezzabili soltanto mediante il rinvio puntuale ai singoli documenti, alla loro complessità formale e testuale, alla loro reciproca correlazione. Donde appare evidente la necessità di approntare adeguate edizioni documentarie, corredate da adeguati indici e strumenti di consultazione.
I registri di cancelleria rappresentano una fonte preziosa non soltanto per accedere ai meccanismi della produzione documentaria patriarchina, ma anche per cercare di comprendere come funzionasse e come si evolvesse nel tempo la gestione di quella complicata e difficile realtà politica e ecclesiastica che era il principato di Aquileia. Avvalendosi della professionalità comunemente riconosciuta del notariato pubblico, i patriarchi del cosiddetto "periodo guelfo" (a partire dal 1251) diedero un nuovo assetto all'impianto amministrativo, secondo schemi che erano già adottati nella Curia romana e nei grandi comuni italiani, nuovo assetto che è esemplificato - e quasi simboleggiato - dall'introduzione del regime dell'imbreviatura di cancelleria e parzialmente anche dalla forma del documento "standard", la lettera. In questo riassetto di lunga durata - in pratica ancora in atto con Marquardo di Randeck e con l'altra notevole figura di notaio patriarcale che fu Odorico Susanna - la figura di Gubertino (attivo dal 1328 al 1370) spicca senz'altro per valore professionale, per persistenza di servizio e per quantità di documentazione.
Gubertino apparteneva all'immigrazione lombarda, che giunse in varie ondate nel principato aquileiese con i patriarchi della Torre, e recò con sé di una storia sociale del medioevo friulano e per afferrare il senso sfuggente di dinamiche del potere: un loro esame attento permette, infatti, di svolgere alcune osservazioni sull'andamento degli equilibri politici interni al Patriarcato. Seguire le oculate distribuzioni di benefici significa individuare i termini e l'estensione di questa politica di equilibrio interno, oltre che iniziare a tracciare la mappa delle articolate connessioni e alleanze, che legavano tra loro le casate nobili del Patriarcato e che manifestano la trama dei potenti interessi in giuoco attorno alla corte del principe ecclesiastico, secondo un'esigenza prosopografica che è sempre più urgente per il Friuli medioevale.
Non pare davvero marginale, dunque, proseguire a scandagliare questi preziosi testimoni che rivelano le pieghe della condotta amministrativa e politica del Patriarcato, e rendono più comprensibile la strutturazione della stessa attività di cancelleria in relazione con gli imperativi della governabilità che si affacciano con vieppiù crescente drammaticità con il XIV secolo non soltanto nel principato aquileiese. Questa edizione vuole quindi essere un piccolo contributo al lungo lavoro di ricerca che ancora attende sul vasto materiale del notariato friulano, in prospettiva di poter finalmente un giorno leggere appieno la trama fitta e appassionante delle molteplici relazioni e degli svariati influssi che rendevano davvero il Friuli una regione d'Europa.

Giordano Brunettin

Fonte: "La Vita Cattolica", 25 maggio 2002.