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Le tappe dell'approvazione
Una lunga battaglia. Alla fine, il 23 gennaio 2001, il decreto
Era il 23 gennaio del 2001 quando il vicario episcopale per la cultura, mons. Duilio Corgnali, ritirava a Roma il decreto n. 127/01 della congregazione per il Culto divino con il quale la Sede apostolica approvava la traduzione e la pubblicazione del Lezionario.
La giornata venne festeggiata dalle diocesi di Udine, Gorizia e Concordia-Pordenone come un evento per la Chiesa e il popolo friulani.
Era la seconda grande conquista, dopo l'autorizzazione accordata dalla Conferenza episcopale italiana, il 18 novembre del '97, alla pubblicazione della Bibbia in friulano.
Fu infatti poco dopo che la Commissione teologico-pastorale e linguistica (coordinata da mons. Corgnali e composta da Antonio Bellina, Antonio Cappellari, Giuseppe Cargnello, Mario Del Negro, Renato De Zan, Rinaldo Fabris, Sergio Fantini, Rinaldo Gerussi, Giorgio Giordani, Romano Michelotti, Luca Nazzi, Marino Qualizza, Cesare Scalon, Edoardo Scubla) si mise al lavoro per il Lezionario. Il percorso di approvazione già di per sé complesso - la traduzione deve prima ottenere il placet dei vescovi delle Chiese interessate, poi il parere favorevole della Cei, quindi l'approvazione della Sede Apostolica, nella fattispecie la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti -, nel caso delle traduzioni della Bibbia e del Lezionario in friulano si era bloccato in attesa del riconoscimento statale della lingua friulana (avvenuto con la legge di tutela delle minoranze n. 482 del 15 dicembre '99), un riconoscimento che la Chiesa considera vincolante ai fini dell'approvazione. La richiesta, reiterata dopo il dicembre del '99 ottenne il placet della Presidenza della Cei e quella della Conferenza episcopale secondo il Diritto Canonico.
Pochi mesi prima, il 26 novembre 1999, il prototipo del Lezionario era stato presentato al Santo Padre, in occasione del pellegrinaggio giubilare a cui parteciparono oltre mille fedeli friulani.
L'iter, nel frattempo, continuava: la richiesta fu inviata alla Sede Apostolica per la definitiva "recognitio". Il 23 gennaio, l'attesa approvazione.
Fonte: "La Vita Cattolica", 31 gennaio 2001.