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Marilenghe in tutte le chiese
Presentazione ufficiale del Lezionario friulano


Arcidiocesi in festa, sabato 31 marzo, per la presentazione ufficiale del Lezionario festivo in lingua friulana, il libro liturgico che contiene la Parola di Dio - Antico e Nuovo Testamento - che viene proclamata nelle celebrazioni eucaristiche.
A presiedere l'evento sarà l'arcivescovo mons. Pietro Brollo, il quale alle ore 10, nel centro "Paolino d'Aquileia" di Udine, presenterà la pubblicazione del "Lezionari pes domeniis e pes fiestis", approvato dalla Santa Sede il 23 gennaio scorso, alla fine di un lungo iter avviato tre anni fa dai vescovi delle diocesi di Udine, mons. Alfredo Battisti, di Gorizia, mons. Vitale Bommarco e di Concordia-Pordenone, mons. Sennen Corrà e realizzato dopo due anni di lavoro della Commissione teologico-pastorale e linguistica, coordinata da mons. Duilio Corgnali, vicario episcopale per la cultura.
Un fatto di fondamentale importanza, in quanto riconosce ufficialmente il friulano come una delle lingue liturgiche approvate dalla Chiesa. Dal 1971, anno in cui vide le stampe il "Messal furlan seont la edizion tipiche vaticane" - che ebbe l'imprimatur dell'arcivescovo di Gorizia mons. Pietro Cocolin -, la battaglia per il riconoscimento del friulano come lingua di liturgia ha centrato l'obiettivo.
"L'uso del friulano nella liturgia - aveva affermato mons. Brollo il giorno della notizia dell'approvazione - si inserisce nella linea indicata da Giovanni Paolo II: il rispetto per tutte le minoranze, e quindi anche per le loro lingue, favorisce la comunione e la fraternità. Così il Lezionario è uno strumento che non serve per dividere, ma per creare apertura e comunione tra tutte le genti che qui vivono. La nostra varietà anche culturale e linguistica è ricchezza che costruisce unità. Infatti Dio non ha voluto la realtà monolitica di Babele, ma quella di Pentecoste, quando l'annuncio di Cristo, pur giungendo nelle diverse lingue, univa".
In occasione della cerimonia di presentazione, il vicariato per la cultura ha organizzato il convegno "La Peraule e lis peraulis tal mont di vuê. Globalizazion e dialic des culturis" a cui parteciperanno, in veste di relatori, l'arcivescovo mons. Pio Francesco Tamburrino, Segretario della congregazione per il Culto e la disciplina dei Sacramenti, il prof. Marzio Strassoldo, rettore dell'Università di Udine e il prof. Arij. A. Roest Crollius, ordinario di Storia delle religioni e della cultura alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.
"L'approvazione del Lezionario non è solo un fatto di valenza ecclesiale - spiega mons. Duilio Corgnali, vicario episcopale per la cultura -: la liturgia, secondo la teologia cattolica, attinge infatti alla vita e la irrora di grazia. Questa conquista, dunque, si deve cogliere anche come momento di grande valenza socio-culturale. Ecco perché in occasione della presentazione della pubblicazione del Lezionario, abbiamo inteso promuovere questo convegno. Per sollecitare una riflessione sul significato che ricopre oggi la valorizzazione dell'identità dei popoli e dei singoli individui, in un mondo che si definisce "globalizzato"".
Una valorizzazione dell'identità e della ricchezza delle diverse culture che è proprio a fondamento della tradizione della Chiesa madre di Aquileia ed è insita nella storia delle terre friulane, luogo di incontro tra il popolo friulano, sloveno e tedesco.
"Il Lezionario - conclude mons. Corgnali - raccorda, l'intera storia religiosa di Aquileia, da Fortunaziano che predicava e scriveva in "sermo rusticus", ossia nella lingua del popolo, (III sec.), fino ad oggi. Conoscere e valorizzare le radici religiose del popolo friulano, dunque, significa capire la sua storia e la sua identità e rafforzare la sua fede".

Elisabetta Pozzetto

Fonte: "La Vita